Cosa hanno in comune un corso di fotografia, il nostro appennino e Cenerantolo

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Questa settimana, martedì, ho terminato il corso di fotografia.

Ho avuto modo di trascorrere 7 incontri, tra serate e pomeriggi, veramente piacevoli. Mi auguro che ognuno di voi che vi avete preso parte, possa avere appreso qualche cosa che gli sia di aiuto per gli scatti fotografici prossimi. Nonostante questo sia il mio lavoro, devo dire che ogni volta scopro un particolare a cui non avevo pensato, e mi accorgo di dettagli di cui non tengo conto quando fotografo, dandoli per scontati quando in realtà di scontato non dovrebbe esserci nulla. Per cui grazie a Daria, a Giada, Serena, Valeria, Emanuela, Tommaso, Paolo e Cesare, (rigorosamente in ordine di seduta) grazie anche agli incontri casuali e fugaci del percorso Sole.

Mercoledì chiamato da un cliente a scattare a domicilio alcune fotografie, sono rimasto affascinato dalla bellezza degli scorci che il nostro Appennino riserva, la luce di taglio del pomeriggio accarezzava un paesaggio da assoluta contemplazione. Grazie anche di questo.

Infine, riservo l’ultimo grazie a Claudio, per non aver demorso nel tentativo di vendermi  i biglietti dello spettacolo teatrale “Cenerantolo”. Questa volta ci sono andato e devo dire che era veramente tantissimo tempo che non mi divertivo così. Il tempo è volato, mi sono accorto solo alla fine che era trascorsa un ora e quaranta. Gli attori sul palco…bè, spettacolari, il sincronismo dei cambi di scena è stato semplicemente magistrale, immagino quante prove ci siano per far andare tutto liscio con così tanti cambi e tanta colonna sonora da cantare che si alterna vorticosa.

La fotografia non scattata ma impressa nella mia mente: gli occhi di Alberto (metà cavallo nello spettacolo) lucidi di stanchezza e gioia alla fine dello spettacolo.

Grazie.

Maurizio.

appennino modenese, marano sul panaro, maurizio codeluppi fotografo
appennino modenese, marano sul panaro, maurizio codeluppi fotografo,