Osservare gli altri, te stesso, la poesia di una scoperta e il dubbio di un abile azione commerciale, quel che rimane è Vivian Maier.

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Aprile è un mese carico di belle proposte per gli amanti della fotografia, le mostre sono tante, a Reggio Emilia è iniziato il Festival Europeo della Fotografia con diversi appuntamenti a cui non mancare, ma per chi vuole, ancora per un mese, a Bologna, a Palazzo Pallavicini, c’è una bella mostra su Vivian Maier.

La sua storia per gli amanti della fotografia è nota, per chi ancora non ne sa nulla sappia che Vivian Maier non era una fotografa, non nel senso stretto, ovvero di chi fotografa per vivere, la sua era una vera passione, lei era una bambinaia.

Di lei fino al 2007 non si sapeva nulla, è stato in quell’anno che John Malof, dovendo fare una ricerca sulla città di Chicago e trovandosi a corto di materiale sulla città, acquistò ad un’asta, per 380 dollari il contenuto di un box di una signora che aveva smesso di pagare l’affitto, è così che tra cappelli, vestiti, rimborsi delle tasse mai riscossi, John trovò centinaia di negativi e rullini ancora da sviluppare.

Li sviluppò e quello che ne è uscito, be’, è da vedere.

John iniziò a pubblicare su Flicr alcune foto e fu un plebiscito, e dopo sono state mostre in tutto il mondo, articoli di giornale e fama postuma per Vivian.

Se vi piace la fotografia, se vi emozionano gli istanti bloccati per sempre, la realtà che vediamo ricomposta ed ordinata in una immagine, andate a vedere questa mostra, scoprirete dei piccoli tesori.

Conoscerete una persona che usciva di casa sempre con la macchina fotografica al collo, sia quando era sola che quando era in compagnia dei bimbi che doveva accudire, ne apprezzerete la sua curiosità, il suo divertimento: c’è un autoritratto bellissimo di lei riflessa in uno specchio che un facchino sta caricando su di un camion, e lei è li che si guarda e che vi guarda, sorridente, con il sorriso di un bambino che ha fatto tana giocando a nascondino. Il suo sguardo è acuto, a volte provocatorio e moderno ( ci sono diverse foto che andrebbero molto di moda su instagram), le immagini sono ben composte, pulite.

Vi rimarrà addosso anche un chè di tristezza, sapendo che molte di quelle foto che vedrete, lei le avrà viste solo nel momento dello scatto e non dopo, visto che molti dei negativi non sono stati sviluppati da lei, probabilmente per motivi economici.

Andateci, vi piacerà.

Maurizio Codeluppi

September 10th, 1955, New York City
September 10th, 1955, New York City