Religione.

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Sappiamo tutti ciò che è successo venerdì sera, la tv, la carta stampata e il web sono pieni di articoli alcuni anche indecenti che parlano degli attentati che hanno colpito Parigi, la Francia ed anche noi. Non è retorica, è indubbio che è stato attaccato il nostro modo di vivere, la libertà di poter liberamente scegliere se andare ad un concerto, in un bar o semplicemente passeggiare. Quando sabato mattina in negozio parlando di questo ho scoperto che le prime due persone incontrate hanno parenti e conoscenti che abitano a Parigi o che semplicemente sono a Parigi per passarvi alcuni giorni, ho avuto la dimostrazione di quanto il mondo sia piccolo e quanto lo rendano vicino le relazioni interpersonali che ognuno di noi allaccia nella sua vita.

Non so se qualcuno di voi ha mai pensato a quello che sarebbe oggi se fosse nato “per caso” in un altro paese e non a Modena, cosa sareste se foste nati a New York, a Gerusalemme, Pechino o in un villaggio sperduto dell’Africa, se avreste accettato quello che siete o se avreste ambito a qualcosa di più. Questa domanda a volte me la faccio, in fondo è un puro caso che siamo nati in un luogo piuttosto che altrove.

Il titolo in particolare di un giornale (Libero), l’ho considerato davvero stupido, incitare in maniera spregiativa ad una caratteristica delle persone, (il credo religioso) per creare una sorta di divisione in buoni e cattivi partendo appunto dal credo religioso ed incitare all’odio penso sia la strada sbagliata. Non vi è ombra di dubbio che chi ha fatto gli attentati non meriti di stare al mondo, ma la colpa non risiede nella loro religione, bensì nell’educazione che hanno ricevuto. Nella squadra di calcio in cui gioca mio figlio ci sono ragazzini marocchini e tunisini e sono molto contento che siano amici, che giochino assieme, che si passino i compiti e condividano parti della giornata.

Divido le persone in buone o cattive, affidabili o non affidabili, generose o egoiste, questo mi basta.

Penso che l’integrazione sia una ricchezza, è sbagliato lucrarci sopra e chi lo fa o chi incita all’odio lo metto dalla stessa parte di chi imbraccia un kalashnikov.

Negli attentati sono morti anche parecchi musulmani, la Francia ne ha in gran quantità, per cui la tesi della cattiva religione “non tiene”, anzi queste morti convalidano ancor di più il convincimento che in ogni razza ci sia ciò che merita e ciò che dovrebbe essere fermato. I fratelli musulmani dovrebbero essere i primi a stare attenti e segnalare le teste matte, la lingua comune consente loro di capire sfumature importanti nei discorsi che ognuno fa, mi sembra che tra gli attentatori ci fossero persone che abitavano in Francia ed anche alcuni che si sono mischiati ai profughi, per cui tutti dobbiamo stare allerta e soprattutto tenere duro con il nostro modo di vivere.

Maurizio

calcio, allenamento, maurizio codeluppi fotografo
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